Bianco e nero africano. Il Bogalan in Mali.

Ormai mi chiamano “la straniera delle stoffe”. La mia fama mi precede e questo mi diverte. Eccomi qui, nella regione di Bandigara, in Mali, ospite in un villaggio Dogon. Popolo dalle tradizioni davvero particolari, votato al rispetto e all’armonia. Ieri la cerimonia di saluto a cui sono stata sottoposta è durata svariati minuti, cosi come la presentazione al capo villaggio. Ma oggi il mio viaggio prende senso: assisterò alla realizzazione dei tipici tessuti Bogolan.

I tessuti Bogolan sono anche detti "tessuti di fango", dalla lavorazione da cui prendono origine. Per secoli gli abitanti del Mali hanno usato fango e altri coloranti naturali per applicare disegni simbolici ai loro vestiti. I materiali da cui si parte per questa lavorazione sono cotone, foglie, corteccia e fango.

Come tutto in Mali, anche il processo di produzione degli “abiti di fango” è fortemente legato alla tradizione. Chi se ne occupa, veri e propri “artisti” del Bogolan, essendo a conoscenza delle tecniche e segreti di questa arte, hanno un ruolo speciale all’interno della tribu’. Tra i Dogon quest’arte è tramandata solo agli uomini.

Il processo

L’artista prima di tutto immerge la stoffa in una soluzione marrone: un mordente ottenuto da due diversi tipi di foglie.  Una volta esposta al sole, la stoffa diviene color giallo ocra.  Ora l’artista è pronto a usare il fango speciale per creare i suoi disegni. Il fango viene preso dal letto di corsi d’acqua prosciugati dopo la stagione delle pioggie. Per oltre un anno questo fango viene tenuto umido con l’aggiunta di acqua. Gli artisti a questo punto personalizzano il fango con la propria miscela di foglie che raramente condividono con altri. Usando una spatula di legno l’artista aggiunge strati di fango al mordente. Design complicati impiegano anche due giorni per essere eseguiti. Una volta finite le stoffe sono praticamente ricoperte di fango.

Avviene a questo punto l’asciugatura al sole, seguita a volte da ulteriori applicazioni di mordente e fango. Il fango viene poi sciacquato e appaiono i disegni neri sulla stoffa, frutto della reazione chimica tra fango e mordente. Le aree gialle vengono insaponate e diventano bianche. Se il sapone non basta vengono candeggiate.

I disegni

Ora che ho osservato con attenzione il processo la domanda viene spontanea: qual’è il significato dei disegni? Vengono raccontate vere e proprie storie su ciascuna stoffa.Ogni disegno è fortemente simbolico: un quadrato con un cerchio al centro simboleggia una donna per esempio. Le stoffe di fango vengono utilizzate come scialli tradizionali o per confezionare vestiti moderni. In passato erano indossate in tutti i passaggi iniziatici e per propriziare la caccia.

Osservo in silenzio l’artista delle stoffe di fango, immerso nei suoi pensieri, con l’aria solenne mentre dipinge con cura le stoffe. Avendo colto il mio squardo indagatore mi sorride e mi dona una delle stoffe già asciutte. La “straniera delle stoffe “ è pronta per la prossima avventura.

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